- Difficoltà: il sentiero non presenta difficoltà, serve solo un po’ di allenamento
- Stagioni: sentiero per lunghi tratti all’ombra e comunque a 1700 metri non fa troppo caldo anche nell’estate più calda degli ultimi anni
- Lunghezza: 1h fino a Crampiolo
Meta tra le più postate e condivise nel periodo estivo sui social, l’Alpe Devero era da anni nella mia wish list. Adesso che il desiderio è stato realizzato, posso dire che non ha tradito minimamente le aspettative.
E per godermi ancora di più la giornata, scelgo di lasciare la macchina e spostarci con la navetta che parte dalla piazzetta antistante il municipio di Baceno: trovate gli orari e il numero di telefono per prenotare sul sito www.visitbaceno.it
Il tragitto dura circa mezz’ora su tornanti più o meno ripidi e più o meno stretti, così da farmi raggiungere – all’arrivo – la certezza che quelli del biglietto siano stati i soldi meglio spesi di questa vacanza.
La navetta ci lascia in un grande piazzale, l’ultimo avamposto prima che la valle diventi meravigliosamente pedonale. Se invece deciderete di salire in macchina dovrete posteggiare più in basso, in uno dei parcheggi a pagamento (ed eventualmente prenotabili) lungo i tornanti, e raggiungere l’Alpe Devero a piedi.
Fatti pochi metri, troviamo le indicazioni per il bar – pensione Fattorini, verso il quale ci dirigiamo.


Il sentiero per Crampiolo, che ha inizio proprio alle spalle del bar, è pianeggiante, ampio, ma soprattutto circondato da un panorama dolcissimo, verde nei prati e nei monti, una carezza per gli occhi.


Presto raggiungiamo un bivio e seguiamo la freccia che – indicando la destra – fornisce la direzione per Crampiolo.

Si inizia a salire, prima in modo un po’ deciso poi più dolcemente, ma il bosco che ci protegge prima e i paesaggi che si aprono alla vista poi ripagano ampiamente la blanda fatica dell’ascesa.


Ci vorrà circa mezz’ora per arrivare in uno dei posti più belli che abbia mai visto, che mi ha fatto dire “lasciatemi qua”. Siamo a Crampiolo, borgo adagiato su un prato punteggiato qua e là casette di pietra adibite a ristoranti/ rifugi, un abbeveratoio, una piccolissima chiesetta. Per rendere lo scenario definitivamente incantevole, un ruscello che scorre tranquillo. Il Paradiso potrebbe essere così.



Attraversiamo tutto il pianoro, superando l’abbeveratoio e la chiesa, e arriviamo a un bivio: a sinistra la deviazione per il Lago delle Streghe, a destra quella per il Lago Devero.

Il primo dista dieci minuti, il secondo un po’ di più, così io preferisco andare subito a vedere il Lago delle Streghe di cui tante immagini ho visto sui social, per poi salire al Lago Devero.
Con il senno di poi farei il contrario, affronterei subito la fatica di arrivare su al Lago Devero per poi rilassarmi e pranzare sotto gli alberi o sulla sponda del piccolo e delizioso Lago delle Streghe
Ad ogni modo. Il sentiero per il Lago delle Streghe è breve e pianeggiante, una decina di minuti e ci troviamo davanti a questo piccolo gioiello.

I ragazzi sono attratti dall’acqua, io dalle macchie d’ombra un po’ più in là. Facciamo una pausa che meritava di durare molto di più. Approfittate della sosta per cercare la leggenda che dà origine al suo nome!
Quando ci rimettiamo in cammino dobbiamo tornare al bivio di partenza e prendere la direzione opposta verso il Lago Devero. I minuti di cammino necessari saranno un po’ di più, direi 20 grosso modo, ma la salita – su una larga e bella strada lastricata.- è piuttosto ripida.
In cima ci aspetta il muraglione della diga. Dietro la diga, come una sorpresa, il Lago in tutta la sua bellezza.


Non potrebbe essere più diverso da quello da cui proveniamo. Grande, sinuoso, profondamente blu e scintillante al sole. Sponde sabbiose su cui riposare e fitti boschi in cui si incastona come una pietra preziosa.
Da uno scenario idilliaco ad uno decisamente più selvaggio, difficile dire quale dei due laghi mi abbia colpito di più.
Dopo un panino vista lago, la mia idea era quella di fare ancora tutto il giro: il cartello “giro lago” c’è, ma non fornisce alcuna indicazione su lunghezza e/o durata, quindi andiamo un po’ alla cieca. Tra stretti passaggi sassosi e più comodi sentieri nel bosco, dopo una mezz’ ora ci è chiaro che la strada è ancora non lunga, di più, e a tratti anche impegnativa a detta di un habituè incontrato sul percorso (almeno tre ore, a quanto pare).
Ci siamo guardati in faccia, i ragazzi ed io, e non ce la siamo sentita. La giornata è già stata lunga e dobbiamo ancora tornare giù. Tutto sommato possiamo essere soddisfatti già così.


