- Difficoltà: livello “se l’ho fatto io possono farlo tutti”. Battute a parte, il dislivello è minimo e il sentiero è in buone condizioni. Ovvio no passeggini o se si hanno difficoltà motorie
- Lunghezza: un’oretta a salire, qualcosa meno a scendere (3 km circa)
- Stagioni: tutte
C’è poco da fare, i trekking in Liguria sono qualcosa di speciale per me. Forse è perchè sono una scoperta, qualcosa di sorprendente e inaspettato. La montagna è montagna, e ti aspetti il sentiero e il bosco. Il mare è mare, e ti aspetti la spiaggia e le viuzze. La Liguria – terra generosa – ti regala entrambe le cose: sentiero e mare, fatica con gli scarponcini ai piedi e sollievo di un tuffo, tra profumi mediterranei e viste mozzafiato.
Stamattina andiamo a Sestri Levante, un bel borgo che da solo vale una giornata anche solo per passeggiare nelle sue vie, fare il bagno alla Baia delle Favole, scoprirne nascosta un’altra ancora più incantevole, la Baia del Silenzio, mangiare un pezzo di focaccia o sedersi in un ristorantino vista mare.
Ma volendo far fatica, il programma di oggi è un altro, ovvero l’escursione fino a Punta Manara.
Il sentiero parte in zona pedonale, quindi il mio consiglio è di parcheggiare in piazza Aldo Moro o nei dintorni.
Da qui in pochi minuti siamo già nel centro di Sestri, in via XXV Aprile. Cerchiamo, e troviamo a pochi metri senza difficoltà, alla nostra sinistra, Vico del Bottone. Un arco sotto il quale campeggia il cartello illustrativo del sentiero, impossibile sbagliarsi.
Superato l’arco inizia Salita Mandrella: ci incamminiamo in leggera ascesa tra muretti a secco, vegetazione mediterranea e frenetico frinire di cicale.

Presto la strada termina per lasciare il posto al sentiero, prevalentemente all’ombra, che con una pendenza delicata ci conduce fino ad una prima piazzola panoramica (con panchina).
Un uomo dipinge il panorama. Come potrebbe essere altrimenti, visto quel che si spalanca sotto i nostri occhi?

Ci stacchiamo a fatica da tanta bellezza e proseguiamo, sempre vista mare e circondati dal verde.
Al termine del sentiero c’è l’indicazione per il Bivacco Manara: un pianoro dove troviamo qualche tavolo da pic nic e tanta ombra. Se la vostra escursione fosse ad ora di pranzo vi consiglierei senz’altro di prendere della focaccia prima di imboccare il sentiero e poi fermarvi a mangiarla qui.
Ho detto che siamo al termine del sentiero, il che è vero, ma non dell’escursione. Non siamo ancora a Punta Manara!
C’è una scala in pietra, ripida e che richiede passo sicuro: andiamo su, ovvio.
Adesso siamo davvero arrivati! Siamo in cima al promontorio di Punta Manara, con i ruderi di una torre di avvistamento saracena.

Andiamo fino alla punta, fatelo anche se soffrite un po’ di vertigini ma non portate i bambini… La vista spazia sul golfo di Sestri da una parte ma arriva fino a Riva Trigosio dall’altra, è a strapiombo perciò fate le foto ma senza “aspetta, fai ancora un passo indietro, ecco.. bene così”, per favore…


Prima o poi bisogna staccarsi da lì, anche se lo sguardo sembra non essere mai sazio. Torniamo dalla stessa strada dell’andata, ma in alternativa sarebbe possibile una deviazione che – formando un anello – riporta in cima a salita Mandello.
Se avete voglia e tempo, la conclusione perfetta di questa giornata non potrà che essere un tuffo, un altro po’ di tempo rubato alla vita quotidiana in questo angolo di mondo che riesce a far dimenticare da dove vieni e dove devi ritornare.


