Pur vivendo in Piemonte da quindici anni, una vera e propria visita a Novara non l’avevo mai fatta nè messa in programma. Questa domenica di metà novembre si presenta però l’occasione giusta, la svelerò alla fine, e così partiamo alla volta di questa cittadina che ci regalerà una mattina (e un pomeriggio) davvero piacevole.
Premetto che il racconto che segue non è, nè vuole, essere esaustivo: perchè non abbiamo visto tutto (dovremo tornare) e perchè non è lo scopo di queste pagine trattare “storia dell’arte”, cosa di cui non sarei capace e per cui non sono competente. Il desiderio e l’intento sono solo di raccontare una famiglia a spasso per la città, che incuriosisca e invogli – perchè no – altri a trascorrere una giornata alla sua scoperta.
Raggiunta dunque Novara da Alessandria, avevo in mente di posteggiare in piazza Martiri della Libertà, centrale e comoda per iniziare il tour dei monumenti di Novara a piedi: scopro però arrivando che è -ahimè – giorno di mercato, che la piazza è sparita sotto banchi e bancarelle, e allora provo e trovo (abbastanza facilmente) posto nelle strade limitrofe.
Lasciata la macchina, decidiamo di iniziare la nostra passeggiata comunque da piazza Martiri. Su questa infatti affacciano diversi edifici importanti: il Palazzo della Posta, tipico esempio di architettura fascista, un lato del Teatro Coccia – di cui diremo dopo – e soprattutto il Castello.

Il Castello di Novara è comunamente conosciuto come Castello Visconteo – Sforzesco perchè, pur essendo stato presumibilmente edificato intorno al I° sec. DC , sarà con il passaggio alla famiglia Visconti prima (alla fine del XIII sec) e Sforza poi (XV) che beneficerà di importanti interventi di fortificazione e ampliamento.
Cambiatane più volte nei secoli destinazione d’uso, compresa quella carceraria cessata solo nel 1973, il Castello dopo alcuni anni di abbandono è stato ristrutturato e aperto al pubblico come sede di mostre ed eventi.
Oggi quel che ne resta, così come delle mura romane sulle quali era stato incardinato, è davvero solo una traccia dell’antica grandezza, ma vale la pena anche solo di uno sguardo e di quattro passi nel Parco che lo circonda, nato a difesa del Forte e oggi vero polmone verde della città

Torniamo indietro sui nostri passi, e dalla piazza proseguiamo per via F.lli Rosselli. Si apre su questa via la facciata del Teatro Coccia, di cui piazza Martiri mostrava un lato, teatro che è tra i maggiori del Piemonte e dotato di una sala da più di 900 posti dall’acustica eccellente

Incamminatici per via F.lli Rosselli, confermiamo senz’altro che si tratta di una delle vie più eleganti della città. Fiancheggiata da palazzi storici e lunghi porticati, è amata e vissuta dai residenti come via dello shopping.
Alla nostra destra si apre piazza della Repubblica: abbiamo raggiunto il Duomo -la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il cui porticato si apre proprio su questa piazza.

Il portico, a pianta quadrata, progettato da Alessandro Antonelli, idealmente abbraccia e il Duomo e il Battistero: gli ingressi dell’uno e dell’altro si guardano infatti dai due lati opposti della corte

Il Duomo, che oggi si mostra all’esterno con una facciata a 4 colonne scanalate su cui poggia un frontone triangolare, e all’interno diviso in tre navate e custode di numerose opere d’arte, secondo il progetto dell’Antonelli (1857 – 1869), era nato però come tempio pagano dedicato al culto di Giove, per diventare poi una basilica cristiana a sua volta ricostruita restaurata e rivisitata più volte nei secoli fino alla “rivoluzione” antonelliana:

Il Battistero è probabilmente il monumento più antico di Novara: risalente al V sec, ha pianta ottagonale suddivisa in cappelle e le sue pareti sono arricchite di affreschi. Al centro, si intuisce ancora bene il fonte battesimale:

Usciamo di nuovo su piazza della Repubblica e riprendiamo via F.lli Rosselli: raggiungiamo piazza delle Erbe. Questa piazza, che rappresenta convenzionalmente il centro della città, ha perimetro triangolare ed è incastonata tra palazzi storici e portici; deve il suo nome al mercato di verdure e ortaggi che qui si svolgeva:

Oltre piazza delle Erbe proseguiamo ancora, fino ad incrociare Corso Cavour.
Qui, sul c.d. Angolo delle Ore, dove si incontravano il cardo e il decumano dell’ originario municipium romano, un lavoro di scavi ha portato alla luce un tratto dell’ antico basolato. Una teca in vetro oggi lo protegge consentendone allo stesso tempo il godimento a residenti e turisti.

Riprendiamo il cammino, vinciamo la tentazione di un’incursione nei negozi che fiancheggiano la via, e raggiungiamo la (vera) meta del nostro girovagare😅 : si tratta del Biscottificio Camporelli, che dal 1852 produce i Biscottini di Novara, sani leggeri e di antichissima tradizione.
Credo fermamente che la scoperta di un posto nuovo passi anche attraverso la sua gastronomia: il cibo, le ricette locali, la tradizione culinaria, sono parte integrante della cultura di un popolo.
Il Biscottificio si trova in un vicoletto di Corso Cavour- vicolo Monte Ariolo – ed è un elegante e goloso regno di profumi, dove tutti i sensi sono solleticati, compresa la vista – dalle eleganti confezioni delle prelibatezze locali, e il gusto – per gli assaggi gentili che la proprietaria offre ai miei ragazzi


Bene. Fatta merenda e acquistati i biscotti che verranno con noi ad Alessandria, usciamo di nuovo su corso Cavour e, tenendo come stella polare la cupola di San Gaudenzio, svoltiamo a sinistra in via Ferrari.
Passiamo così davanti all’ingresso del Museo di Storia Naturale Faraggiana Ferrandi , il secondo a livello regionale dopo quello di Torino per spazi e collezioni, e che varrebbe una visita con più tempo a disposizione…

… e arriviamo alla Basilica di San Gaudenzio. Questa, edificata tra il 1577 e il 1659 in omaggio al Santo Patrono di Novara di cui custodisce anche le spoglie, vanta una cupola – alta piu’ di 120 metri – che ne è certamente l’elemento architettonico più noto. Emblema di Novara, realizzata tra il 1844 e il 1863, è anch’essa opera dell’ Antonelli il quale successivamente si dedicherà al progetto anche della Mole (Antonelliana ) a Torino.
Per un’ esperienza diversa e affascinante la Cupola è anche visitabile dall’interno, con casco e imbracatura, grazie all’associazione Kalata.


Per tornare alla macchina, dato che la fame chiama e l’impegno pomeridiano pure, scendiamo per via San Gaudenzio fino a Corso Italia e lo percorriamo tutto fino all’ingresso (in questo caso alla fine) della zona pedonale per poi raggiungere il parcheggio non lontano.
Adesso ve lo dico, qual è il nostro appuntamento/ occasione per venire a visitare Novara…
Da appassionata di pallavolo, mi sono regalata una partita dell ‘Igor Novara – serie A1 femminile – con i ragazzi al Pala Igor.
Dieci minuti di auto e siamo arrivati.
Parcheggiamo comodamente negli spazi del palazzetto, un pranzo al vicino fast food, e poi a goderci la partita tra prime della classe 🤩🤩



